“La Città di Spoleto va presa ad esempio”

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  • La risposta del Sindaco Umberto de Augustinis all’articolo “Spoleto, miseria e nobiltà” del prof. Roberto Segatori.

    La Città di Spoleto ha tradizioni millenarie quali, in Umbria, difficilmente sono riscontrabili in altri centri. La storia, che si è intrecciata spesso con quella d’Italia passa attraverso un raro esempio di Imperatore del Sacro Romano Impero “italiano” (Guido da Spoleto anche Re d’Italia). In tempi più recenti, arcivescovo di Spoleto è il futuro Pio IX; il primo Sindaco di Roma è lo spoletino Pianciani; Amedeo di Savoia Aosta è Duca di Spoleto. Infine, in tutto il mondo della cultura e dell’arte, il nome di Spoleto è conosciuto, tanto da aver reso necessario tutelare il brand, usato oggi anche per una grande catena di ristoranti in… Brasile. Francamente, invece, il trattamento riservato a questa Città da varie “istituzioni” non può definirsi esemplare: si va dalla drastica riduzione da parte della Regione Umbria dei finanziamenti per il restauro dell’anfiteatro romano (deviati per oltre 8 milioni di euro verso investimenti nel perugino) alla totale indifferenza per la grande viabilità anche ferroviaria, a differenza dei benefici toccati alla vicina Foligno, alla recentissima, ricordata trasformazione dell’ospedale cittadino in covid hospital senza aver consultato minimamente la Città in un’ottica di gestione della sanità, quanto meno molto poco partecipativa, contro la quale, secondo un documento approvato da TUTTE le forze politiche locali, si è evidenziata un’opposizione dura, culminata anche nel ricorso giurisdizionale (prima o poi, c’è sempre un qualche giudice a Berlino- diceva Brecht). Spoletini forse miseri, ma dimostratisi, finora, certamente molto pazienti, anche quando le scelte fatte a Perugia si sono dimostrate disastrose.

    Forse proprio per la sua notorietà, inoltre, la Città di Spoleto ha spesso attratto, nel tempo, speculatori ed avventurieri di vario genere e varia origine ed ha subito gli effetti di gravi vicende, alcune delle quali rammentate dall’autore dell’articolo. Fra esse sono certo interessanti ed importanti le vicissitudini concernenti la Banca Popolare e la Spoleto Credito e Servizi, a seguito delle quali, però, chi ci ha rimesso di tutto è la maggior parte degli spoletini: quelli stessi, parti lese, che ora subiscono anche sbeffeggi e ludibrio dal giornale da lei diretto. In questo campo, non meno interessanti, tra le altre, sono le vicende del gruppo alimentare “Novelli” sulle quali risulta che siano in corso tante iniziative per fatti che concernono anche vari illustri protagonisti pro tempore della vita regionale (e non solo). A tutto questo vanno ad aggiungersi le conseguenze di un terremoto che, dopo oltre 4 anni, dal centro operativo, collocato peraltro a Foligno, stentano ancora ad essere rimosse.

    Il mantenimento del Tribunale dipende da scelte politiche e legislative che sarei onorato di aver determinato, non foss’altro per ricambiare l’affetto verso questa Città che mi ha ospitato nel lontano 1981 e della quale sono ormai parte, ma, all’evidenza, sono solo state determinate da una redistribuzione degli assetti giudiziari che, se ci si informa, ha a monte il lavoro di varie commissioni parlamentari e ministeriali (compresa una presieduta dal prof. Giuseppe De Rita), oltre che la presenza in loco di una delle massime espressioni penitenziarie del territorio umbro (certamente la più significativa), che gestisce con correttezza, coraggio e l’abnegazione di un insufficiente gruppo di agenti, da oltre 35 anni, situazioni complesse e delicate difficilmente immaginabili, con ricadute sull’intero territorio nazionale. Ma, forse, a ciò, oggi, si tende a non pensare anche da parte di chi dovrebbe.

    Miseria e nobiltà? Stando ai dati resi noti, tutta l’Umbria attraversa una crisi nera, aggravata dalle “difficoltà” ad affrontare l’epidemia COVID e rischia la miseria per la strutturale distruzione di ricchezza e posti di lavoro, di cui sarei decisamente più preoccupato che della nobiltà di Spoleto, peraltro seriamente indiscutibile. Suggerirei, specie oggi, di lavorare per obiettivi comuni condivisi col territorio e per il bene di tutti, piuttosto che finire con l’incoraggiare dispute di vago sapore politico al veleno, spesso condite di insulti, volta a volta incoraggiate dalla lobby di turno. Su questo, la “nobile” esperienza spoletina, sopra tratteggiata, dovrebbe essere davvero utile e di monito a tutti.

    Umberto de Augustinis – Sindaco di Spoleto 

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    Commentiultimi pubblicati

    carlo Bussoni 2020-11-23 07:16:54
    In effetti si tratta di via esterna delle mura. Anche io faccio sempre confusione...interna...esterna.....
    Max 2020-11-22 18:39:24
    Via Interna delle Mura si trova in un'altra parte di Spoleto, è la parallela del tratto in piano di viale.....
    Carlo Neri 2020-11-05 18:14:10
    Per 150 euro al mese, ci vada il sindaco a pulire i cessi!
    Aurelio Fabiani 2020-10-29 09:13:13
    SENZA VERGOGNA. La Destra si "intorcina" tra facce impresentabili e ipocrisie sconfinate. I due signori rappresentanti dell'estrema Destra umbra che.....
    Paolo 2020-10-25 10:49:21
    Non dimentichiamoci che oltre la casa di reclusione ci sono 2 stabilimenti a rischio e cioè lo Stabilimento Militare dove.....