Riceviamo e pubblichiamo integralmente:
Spoleto City Forum , andando oltre critiche dai moventi personali o politici, ribadiscono la loro compattezza su ciò che è irrinunciabile: la riattivazione del Punto Nascita e dei Reparti del “S. Matteo” come Ospedale dell’Emergenza-Urgenza per i comprensori di Spoleto e della Valnerina. Non ci facciamo distogliere da questi obbiettivi essenziali. Un ospedale nuovo baricentrico tra Spoleto e Foligno fu un’idea sensata nei decenni passati, ma affossata dalle Giunte folignocentriche di lorenzettiana memoria, oggi non è nella più remota agenda del governo regionale. La equa suddivisione di reparti specialistici tra i nosocomi di Spoleto e Foligno, forse anche di Terni, per una sorta di sistema aggregato di risorse, nessuno l’ha mai respinta e ancora oggi avrebbe senso. Ma presuppone Spoleto e Foligno, oltre a Terni DEA di II livello, entrambi DEA di I livello con i 6-7 fondamentali Reparti di Nascita e cura degli acuti come Unità Operative Complesse con primario responsabile proprio. L’invocato “tavolo di concertazione” serve poi per organizzare sui due presìdi le numerose e importanti specialistiche che fanno configurare un “Polo” se ce n’è la volontà politica e territoriale. Non è invece accettabile né utile alla sicurezza sanitaria un “Terzo Polo” concepito dai sanitari di Foligno come sopravvivenza del loro Ospedale con quello di Spoleto ridotto a succursale per prestazioni programmate e ambulatoriali. Questo Progetto non è una seria base di confronto, ma è quanto prevede sostanzialmente la delibera della ex Giunta Tesei e che la Giunta Proietti deve preliminarmente subito revocare se vuole rispettare quanto promesso in sede di elezioni ed aprire un vero dialogo, accompagnato da atti immediati a conferma, come riattivazione dell’Ostetricia e Pediatria e riconduzione a Spoleto di primari e personale delocalizzati con il pretesto del Covid. City Forum , sconcertato del silenzio e complicità di amministratori e consiglieri del Comune di Spoleto, si fanno carico dei diritti del territorio e chiedono alla Presidente-Assessore Proietti la sede di concreto e permanente confronto, non rinviabile al Piano Sanitario che lascia intendere per Spoleto (non certo ultima tra le principali città dell’Umbria) una esclusione dalle Reti DEA e Oncologica contro cui la popolazione reagirebbe con tutte le forze attivabili. Non è vero che SCF e Comitati indicono solo manifestazioni, non accendono lampade per spegnerle in prossimità delle elezioni: noi manifestiamo con la gente senza distinzioni di partito e questo ci ha dato titolo anche per colloquiare su tutti i tavoli istituzionali. Se poi dal DG della USL dr. Noto ci si fa ricevere per dirci cortesemente che non può assecondarci finchè non è cancellata la delibera regionale sul “Terzo Polo”, questo non è “sedersi attorno a un tavolo”, ma solo conferma che le responsabilità sono politiche e che a dover mantenere gli impegni sono la Proietti, la sua maggioranza e chi sostiene di esserle vicino!









Lascia un commento