Facebook Ads; Alcuni consigli pratici contro i sedicenti Social Media Manager

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  • Al via la nuova rubrica “Due  Mondi Digitale” curata dal dott. Sandro Mecodangelo

    di Sandro Mecodangelo

    Girando per alcune pagine di sedicenti social media manager locali ho notato che le informazioni che offrono sono completamente errate e la loro conoscenza del mondo digital è paragonabile alla conoscenza di quantistica applicata di un neonato, e voglio fare un po’ di chiarezza in merito.
    Voglio sfatare subito un mito; La Promozione sui social media e qualsiasi circuito Ads è alla portata di tutte le tasche, da chi ha budget milionari (ad esempio Amazon) a chi a poche centinaia di euro da spendere al mese (impresa locale), basta sapere come fare.
    Come tutti sanno le piattaforme di Zuckerberg danno la possibilità di promuovere i propri prodotti o brand agli utenti dei social al modico pezzo di pochi centesimi a click.
    Ci sono due strade che le aziende possono utilizzare per far questo:
    1. farlo male, ovvero affidarsi a persone avulse dal sistema delle Ads che promuovono un post alla ricerca dei like sulla pagina (inutile se non è in target),
    2. farlo in maniera meticolosa e professionale per arrivare alle agogniate Conversioni, ovvero Vendere.
    Farlo male significa farlo in questo modo:

    Ovvero promuovere un singolo post sicuramente fatto dalla promozione post di base e vendere il risultato come ottimo o soddisfacente, ma che in realtà non lo è perché non ha creato nessun valore reale per l’azienda, ovvero anche se questa azienda abbia avuto dei contatti non avendo nessun piano Ads rimangono sono messaggi. Questo è il metodo migliore per perdere soldi!!
    Che differenza c’è in termini di costi e vantaggi per le aziende che intendono utilizzare le Ads sui social network in maniera professionale?
    Cerchiamo di rispondere brevemente e in maniera chiara.
    Partiamo dal concetto fondamenta della pubblicità sui social media. Le campagne sui Social devono generare una curiosità e un bisogno per un dato prodotto servizio per un dato target di clientela potenziale. Quindi noi andiamo a toccare un bisogno “inconsapevole” incentrato sui gusti e le attività dell’utente, Ad esempio: Un utente che segue pagine, guarda video, e interagisce con post sul giardinaggio è più probabile che visualizzi un annuncio sul giardinaggio e interagisca con lo stesso, per l’acquisto di prodotti su questo tema.
    Questa è una differenza IMPORTANTISSIMA da tenere in considerazione quando parliamo di Social Ads.
    Un’altra cosa da tener presente, ma questo vale per tutte le campagne Ads a prescindere dalla piattaforma, è che non bisogna ragionare in termini di promozione di singolo Post o like sulla pagina, ma a livello di campagna, interazioni e conversioni.
    Una campagna social non si sviluppa, quindi, con un solo post ma con una serie di post mirati al raggiungimento del fine ultimo la conversione, visto che ogni utente ha la sua sensibilità, le sue conoscenze del prodotto/servizio del marchio in questione ha bisogno di stimoli diversi, in momenti diversi per portalo ad acquistare il nostro prodotto.
    Il Target.
    Quando parliamo di pubblico target (target audience) sono le persone che per gusti, interessi, propensione all’acquisto, località, età ed altri fattori sono nostri potenziali clienti (Buyer Persona).



    Va da sé che un Hotel a 5 stelle a Roma centro non ha lo stesso pubblico target di un agriturismo in Umbria, ecco perché conoscere il nostro target e dividerlo (segmentarlo), in base a diversi fattori ci porterà un vantaggio in termini di gestione della spesa e aumento delle conversioni, perché andremmo a intercettare persone che sono più propense a acquistare i nostri prodotti/servizi.
    Ecco il perché chi promette like facili sulla pagina o profilo social, o condivisioni random, oppure promozioni senza una definizione delle Buyer Persona non sa di cosa sta parlando.
    Customers Journey
    Un altro aspetto importante da valutare è la Customer Journey, ovvero gli steps che il cliente fa per arrivare all’acquisto. Un esempio per spiegare meglio questo concetto:
    Vogliamo prenotare un week end al mare a Otranto:
    1. per prima cosa controlliamo gli hotel su qualche sito specializzato (Booking, Trivago, o simili),
    2. troviamo diverse soluzioni per il nostro viaggio,
    3. incominciamo a vedere i siti web e le pagine social delle strutture per vedere come si presenta la struttura e ciò che offre, commenti e quant’altro,
    4. vediamo se ci sono offerte speciali o last minute
    5. Prenotiamo la camera (conversione).
    Quindi le nostre Ads devono essere “calibrate” per intercettare il cliente durante questo percorso, creando i contenuti allo scopo, ovvero nella prime fasi del percorso devo far conoscere la mia attività al cliente (AWARNESS), nel secondo step devo creare interesse (CONSIDERATION), per chiudere con la vendita (PURCHASE). Questi 3 punti sono le basi del Funnel Marketing, e una strategia di Social Ads professionale ne deve tenere conto.
    I costi.
    Quanto mi costa? Quando devo spendere? Sono le domande più comuni quando si parla di Ads. Ma a mio modo di vedere è domanda esatta è quanto ci guadagno.
    Per modulare una Campagna social in maniera sensata dovete ragionare come minimo sul mese, 28 giorni per essere precisi, è il tempo che i social media pongono come limite per calcolare la conversione, in maniera semplicistica è il tempo che passa da un’azione sul post all’azione che noi consideriamo conversione sul sito (tramite l’utilizzo del pixel di Facebook) e quando parliamo di Funnel, di campagne Ads basate sul look a like, o sul retargeting questo dettaglio è fondamentale.
    Per valutare in maniera oggettiva i costi ovvero quanto spendete dobbiamo calcolare il Margine medio che abbiamo per ogni cliente, ovvero:
    Margine Medio = Ricavo Medio – Costo Medio

    Questo che vuol dire che ogni cliente che io trovo (CONVERTO), tramite il canale Ads e fino a ché il costo per conversione rimane sotto al mio margine medio significa che io ho un profitto.
    Ampliando il discorso sul mese possiamo dire che, se io in un mese ho un margine medio di 500€, ne investo il 50% ovvero 250€ in Ads, e sapendo che ogni cliente ha un margine medio di 10€, vuol dire che dal 26° cliente in poi io sono in profitto.
    In ultima analisi se qualcuno si avvicina a voi proponendovi 30€ per condividere i vostri post, oppure 20€ per aumentare i like, o meglio ancora promozione di post senza questo lavoro alle spalle, vi consiglio di fare molta attenzione sicuramente non sa di cosa sta parlando e butterete via i vostri soldi!
    Spero di essere stato chiaro per ogni domanda o informazione aggiuntiva sono a a vostra disposizione.
    Digital Social Scout

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    Ho una mezza idea che chi ha rubato la reliquia, non sapendo che farsene e visto il polverone sollevato, l'abbia.....
    Fabrizio 2020-09-20 13:05:13
    Considerando che la popolazione spoletina non ha ancora compreso se esiste una politica per la città da parte di questa.....
    Gianni 2020-09-09 02:36:29
    Se le impiegate fossero anche cortesi e educate verso il prossimo e le persone che reputano inferiori a loro (.....
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