Una Sala Monterosso gremita oltre ogni aspettativa ha sancito il successo dell’assemblea pubblica “Energia Rinnovabile e Consumo del Territorio”, tenutasi sabato 24 gennaio a Spoleto. Cittadini, associazioni e rappresentanti istituzionali si sono ritrovati uniti in un fronte comune per ribadire un concetto chiaro: la transizione energetica è necessaria, ma non può trasformarsi in un assalto ai crinali incontaminati della Valnerina e dei Monti Martani. L’evento, organizzato da Italia Nostra Spoleto e dal Comitato Noi Amiamo Ferentillo in collaborazione con Amici della Terra, Tess, Patrimonio Valnerina e Umbria Verde Benessere Biodiversità, ha visto la partecipazione di figure chiave della politica regionale e locale, tra cui l’assessore all’Ambiente della Regione Umbria Thomas De Luca e il Sindaco di Spoleto Andrea Sisti che hanno hanno ribadito la necessità di coerenza tra sviluppo energetico e vocazione dei luoghi, rinnovando la promessa di una transizione energetica che sia finalmente condivisa con le comunità locali e non calata dall’alto. L’intento degli organizzatori di informare la cittadinanza è stato pienamente raggiunto. “Siamo qui per dire che la transizione energetica non può avvenire a scapito del paesaggio e della biodiversità,” hanno dichiarato i portavoce del movimento. “Questi impianti eolici industriali sono pura speculazione che calpesta l’identità dell’Umbria. Sì alle rinnovabili, ma senza consumo di suolo e lontano dalle aree di pregio. Esistono alternative, come le aree degradate o industriali dismesse.” L’assemblea ha sviscerato il problema attraverso analisi multidisciplinari che non hanno lasciato spazio a dubbi sulle criticità dei progetti. • Il Sindaco di Spoleto, Andrea Sisti, ha aperto il dibattito approfondendo il legame inscindibile tra gestione agricola del territorio e tutela del panorama, ribadendo che l’agroenergia deve essere in armonia con il paesaggio e non in contrasto con esso. • L’architetto Giacomo Giujusa ha illustrato nel dettaglio i progetti “Energia Montebibico” ed “Energia della Valnerina”, denunciando con dati e mappe alla mano il rischio di una vera e propria devastazione paesaggistica causata da torri alte oltre 200 metri. • L’ingegner Michele Munafò (ISPRA) ha lanciato l’allarme sulle trasformazioni irreversibili del territorio legate al consumo di suolo, un’emergenza nazionale che vede l’Italia perdere superfici naturali a ritmi insostenibili. • Il naturalista Mauro Magrini ha invece evidenziato il pericolo letale per l’avifauna delle praterie montane umbre, un patrimonio biologico unico oggi messo a serio rischio dalle pale eoliche. • L’avvocato Valeria Passeri ha infine offerto una disamina critica della normativa vigente e del “Decreto Energia”, mettendo in luce le ombre di un processo decisionale spesso calato dall’alto, che esautora i territori delle proprie prerogative decisionali. Prezioso anche il breve contributo di Monica Tommasi (Presidente nazionale Amici della Terra), che ha inserito la battaglia locale in un più ampio respiro nazionale, evidenziando le contraddizioni delle attuali dinamiche di transizione. L’evento si è concluso con un ampio dibattito pubblico, durante il quale la cittadinanza ha potuto prendere la parola, ribadendo che la difesa del territorio nasce dalla consapevolezza e dalla partecipazione attiva. L’assemblea di Villa Redenta non è che una parte di una mobilitazione che vede oggi i territori di Spoleto, Vallo di Nera, Sant’Anatolia, Ferentillo e Scheggino compatti nel difendere il proprio futuro.










Lascia un commento