“Emergenza carburante” o cortocircuito politico? L’affondo di Alleanza Civica contro il PD

“C’è qualcosa di profondamente surreale” nel recente comunicato del Partito Democratico di Spoleto sull’ipotizzata “emergenza carburante” che riguarderebbe A.SE. A sostenerlo è Alleanza Civica, con una presa di posizione firmata da Alessandra Dottarelli e Gianmarco Profili, che punta il dito contro quelle che definisce “contraddizioni evidenti nella gestione politica e amministrativa della vicenda”.

Secondo il movimento civico, il tono allarmistico utilizzato dal PD per descrivere una presunta carenza di carburante — tale da mettere a rischio servizi essenziali — appare “francamente esagerato” e poco aderente alla realtà dei fatti. Ma il punto più critico, sottolineano Dottarelli e Profili, riguarda il ruolo stesso del Partito Democratico nella governance di ASE.

L’amministratore unico della società, ricordano, è stato nominato dal sindaco Andrea Sisti ed è espressione diretta proprio dell’area democratica, così come l’assessore con delega alle partecipate, Cesaretti. Una filiera decisionale che, secondo Alleanza Civica, rende quantomeno singolare l’appello alla “trasparenza” e alla “chiarezza” lanciato dal PD.

“Il Partito Democratico convoca sé stesso?”, è la provocazione contenuta nel comunicato, che ironizza sull’opportunità di indire audizioni o riunioni su scelte che, di fatto, sarebbero maturate all’interno dello stesso perimetro politico.

Al di là dei toni, la questione centrale resta quella economica. L’aumento significativo del costo del carburante rappresenta un problema concreto per tutte le aziende che gestiscono servizi pubblici, incidendo direttamente sui bilanci e sulla capacità operativa. Una criticità reale, dunque, ma che secondo Alleanza Civica non può essere affrontata con narrazioni emergenziali.

Il nodo, piuttosto, sarebbe da ricercare nelle scelte di bilancio del Comune di Spoleto. Proprio mentre i costi aumentano, infatti, l’amministrazione avrebbe operato tagli rilevanti nei confronti di ASE, rendendo inevitabilmente più complessa la gestione dei servizi.

Una contraddizione politica che, secondo Dottarelli e Profili, dovrebbe essere il vero punto di partenza di qualsiasi riflessione seria sul futuro dei servizi pubblici locali. “La trasparenza invocata dovrebbe partire proprio da qui”, concludono, invitando a un’assunzione di responsabilità chiara e a un confronto meno strumentale e più orientato alle soluzioni.

Nel frattempo, il dibattito resta aperto e si inserisce in un contesto politico cittadino sempre più acceso, dove il tema della gestione delle partecipate e delle risorse pubbliche si conferma centrale anche in vista dei prossimi appuntamenti amministrativi.