C’è una Spoleto che continua a vivere nei ricordi di chi l’ha abitata, nelle pagine di un libro e nei luoghi che, pur cambiati nel tempo, conservano ancora il valore delle storie che li hanno attraversati. È quella emersa ieri sera con il Trekking letterario alle Casette, inserito nel programma di “Accade d’Estate a Spoleto e nei Borghi”, un itinerario tra memoria, letteratura e testimonianze che ha accompagnato i partecipanti alla riscoperta di uno dei quartieri più significativi della città.
A guidare il percorso sono state Maura Coltorti e Antonella Quondam Girolamo, autrici rispettivamente di Una generazione alla volta (Edizioni EraNuova) e L’italiana di Van Gogh (Armando Editore). Attraverso i loro racconti, la lettura appassionata di pagine dei rispettivi libri e le esperienze personali, le due scrittrici hanno intrecciato vicende private e storia del quartiere, restituendo il volto delle Casette negli anni Sessanta e Settanta.
Prima della partenza è intervenuto il vicesindaco e assessore alla Cultura Danilo Chiodetti, che ha evidenziato come i libri delle due autrici permettano di riscoprire questi luoghi attraverso lo sguardo di chi li ha vissuti, offrendo anche l’occasione per coglierne le profonde trasformazioni nel corso degli anni. Chiodetti ha inoltre sottolineato il momento particolarmente vivace che la città sta vivendo sul piano della produzione letteraria, lodando la capacità di Maura Coltorti e Antonella Quondam Girolamo di raccontare Spoleto con sensibilità e autenticità. «È un viaggio dentro l’anima di un quartiere», ha osservato, ricordando come la memoria rappresenti un patrimonio da custodire e trasmettere.
Presente anche il consigliere regionale Stefano Lisci, che ha ringraziato gli organizzatori per l’impegno nel proporre iniziative capaci di valorizzare la storia della città e le persone che ne hanno scritto le pagine più significative. Eventi come questo, ha sottolineato, consentono di mantenere vivo il ricordo di chi ha contribuito alla crescita di Spoleto e di offrire occasioni di incontro che parlano a tutte le generazioni.
La prima tappa del percorso ha riportato i partecipanti in via Pietro Conti, dove un tempo transitava la storica Ferrovia Spoleto-Norcia, infrastruttura che ha rappresentato un collegamento fondamentale per il territorio e che ancora oggi occupa un posto speciale nella memoria cittadina.
Il cammino è poi proseguito tra le vie delle Casette, dove i racconti si sono intrecciati ai ricordi della vita quotidiana: i piccoli negozi di vicinato, le famiglie che si conoscevano tutte, gli episodi della quotidianità e quel modo di vivere il quartiere che appartiene a un’altra epoca ma continua a suscitare emozione.
Tra i momenti più intensi della serata quello in via caduti di Nassiriya, nell’area oggi occupata dal grande supermercato e dal parcheggio. Qui un tempo si estendevano campi coltivati, scenario dei giochi e della giovinezza di tanti ragazzi delle Casette. Il confronto tra il paesaggio di ieri e quello di oggi ha richiamato spontaneamente l’immagine raccontata da Adriano Celentano ne Il ragazzo della via Gluck: la campagna sostituita dal cemento, mentre i ricordi restano immutati. Le testimonianze dedicate agli anni Sessanta e Settanta hanno emozionato molti dei presenti.
Non meno intenso il passaggio dedicato al Cotonificio, di cui oggi resta il posto occupato dalla Scuola di Polizia. Per tanti spoletini quel complesso rappresentava molto più di un luogo di lavoro: era uno dei motori economici e sociali della città, simbolo di una stagione profondamente diversa della vita del quartiere.
L’ultima sosta, ai giardini, è stata dedicata ai ricordi dell’infanzia, ai giochi, agli incontri e alla quotidianità vissuta all’aperto. È stato qui che Maura Coltorti e Antonella Quondam Girolamo hanno lanciato una proposta rivolta a tutti coloro che hanno abitato o conosciuto le Casette: raccogliere fotografie, documenti e testimonianze per costruire un progetto dedicato alla storia del Rione. L’idea è quella di realizzare una mostra fotografica, un volume di ricordi e un’iniziativa destinata anche alle scuole, affinché le nuove generazioni possano conoscere le origini delle Casette, nate ai piedi delle mura cittadine per ospitare le famiglie degli operai, e comprendere il valore di una storia che appartiene all’intera città.
Il trekking letterario si è così concluso lasciando la sensazione che le strade percorse non siano state soltanto quelle di un rione, ma anche quelle della memoria. Un patrimonio fatto di persone, luoghi e racconti che continua a dare identità alle Casette e, con esse, alla storia di Spoleto.









































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