Al termine di una stagione lunga, complicata e spesso dolorosa, il Perugia strappa ciò che conta davvero: la permanenza in Serie C. Al Morgagni di Forlì finisce 1-1 l’ultima gara di regular season, un risultato che basta ai biancorossi per certificare una salvezza sudata ma meritata, arrivata dopo mesi di turbolenze e cambiamenti profondi.
Giovanni Tedesco si affida al 4-2-3-1 per l’ultima battaglia: Gemello tra i pali, linea difensiva composta da Calapai, Tozzuolo, Dell’Orco e Megelaitis; in mediana Ladinetti e Tumbarello, mentre sulla trequarti agiscono Canotto, Verre e Bolsius a supporto di Montevago. Il Forlì risponde con un 4-3-3 offensivo, guidato dal tridente Trombetta–Petrelli–Macrì.
Il primo tempo racconta una partita chiara: il Forlì tiene il pallino del gioco e schiaccia territorialmente il Perugia. I romagnoli costruiscono, ma senza trovare il guizzo decisivo, mentre il Grifo gestisce con attenzione, consapevole del peso specifico della gara.
La ripresa si apre con il colpo che gela i tifosi biancorossi. Al 6’, dopo uno scambio rapido tra Scaccabarozzi e Trombetta, è Macrì a infilarsi in area e battere Gemello con freddezza: 1-0 Forlì. Un episodio che rischia di complicare tutto, ma il Perugia non si disunisce.
Tedesco interviene subito: dentro Bacchin per Bolsius e Dottori per Canotto. Cambi che si rivelano decisivi. Al 62’ arriva infatti il pareggio biancorosso, nato da un errore clamoroso della difesa di casa: Mandrelli si fa soffiare palla da Montevago, che serve a porta spalancata Bacchin. L’esterno non sbaglia e firma l’1-1, il suo quinto gol stagionale, pesantissimo.
Nel finale c’è spazio anche per i giovani, con Rondolini e Perugini premiati da Tedesco in un momento importante della stagione. Il Perugia controlla senza correre rischi e, dopo cinque minuti di recupero, il triplice fischio sancisce la salvezza.
Un traguardo che, a inizio stagione, sarebbe stato considerato insufficiente, ma che oggi assume tutt’altro valore. Il Perugia arriva da un’annata segnata da difficoltà enormi: tre pareggi e ben sette sconfitte consecutive prima della svolta, con l’arrivo di Tedesco in panchina e il riassetto societario con gli ingressi del duo Gaucci-Novellino nella stanza dei bottoni. Un contesto che avrebbe potuto trascinare il club in un baratro storico.
E invece il Grifo si è rialzato, ha stretto i denti e ha conquistato sul campo il diritto di restare tra i professionisti, salvaguardando 121 anni di storia. Non è il finale sognato, ma è quello necessario.
Ora, però, non ci sono più alibi. La prossima stagione dovrà segnare una vera ripartenza. Non può essere, ancora una volta, un anno zero. Servono programmazione, ambizione e chiarezza per riportare il Perugia dove merita. Ma intanto, oggi, conta solo una cosa: il Grifo è salvo.





























Hai domande?
Seguici sui social o Contattaci
ti risponderemo il prima possibile