Una Piazza Duomo e la scalinata di via dell’Arringo completamente gremite hanno accolto ieri sera, giovedì 9 luglio, il concerto esclusivo di Arisa al 69° Festival dei Due Mondi. L’appuntamento, iniziato alle 22, ha visto l’artista protagonista insieme all’Orchestra Sinfonica Abruzzese, diretta dal maestro Roberto Molinelli, con il maestro Giuseppe “Gioni” Barbera al pianoforte.
Il concerto ha proposto un percorso attraverso i brani più rappresentativi della carriera della cantante, da Sincerità a La notte, passando per Controvento, Magica Favola e le canzoni del più recente album Foto Mosse. Per l’occasione, il repertorio è stato impreziosito da arrangiamenti sinfonici inediti, pensati per esaltare l’incontro tra la voce di Arisa (che indossava un abito cucito per la grande Eleonora Duse) e la forza espressiva della grande orchestra, offrendo una rilettura del suo repertorio dagli esordi fino ai lavori più recenti.
L’apertura, intensa e suggestiva, è stata affidata a Caruso. A seguire, Arisa ha dato prova della sua versatilità interpretativa con Nessun Dorma, dalla Turandot di Giacomo Puccini, e con Quello che le donne non dicono, il brano portato come cover nell’ultima edizione del Festival di Sanremo.
Tra i momenti più significativi della serata, l’esibizione condivisa con Francesco, dodicenne spoletino invitato sul palco dopo essere stato notato tra il pubblico, e il fuori programma di Cuore, eseguito con il solo accompagnamento del pianoforte del maestro Barbera e dedicato a Rachele, una ragazza spoletina con disabilità.
Per oltre due ore il pubblico ha seguito un concerto capace di intrecciare musica pop, repertorio d’autore e scrittura sinfonica, confermando lo spirito del Festival dei Due Mondi quale luogo di incontro tra linguaggi artistici e sensibilità differenti. Il lungo applauso finale ha suggellato una delle serate più partecipate di questa 69ª edizione, che sotto la direzione artistica di Daniele Cipriani continua a coniugare apertura, qualità e dialogo tra tradizione e contemporaneità, rafforzando l’identità internazionale della manifestazione , nata dal genio di Gian Carlo Menotti, senza rinunciare al coinvolgimento della città e del suo pubblico.






























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