Alleanza Civica: «Sulla variante Zauni la maggioranza prende tempo per le proprie divisioni»

Di seguito il comunicato stampa del gruppo consiliare Allenaza Civica relativo alla discussione avvenuta nell’ultima seduta del Consiglio Comunale sulla variante ZAUNI nell’area del Laghetto di Teodorico. Il documento inviato in redazione evidenzia le contraddizioni emerse nel dibattito consiliare, le difficoltà della maggioranza nel sostenere politicamente il provvedimento e le ragioni della contrarietà dei consiglieri Dottarelli e Profili a una scelta che ritengono  “incompatibile con gli impegni assunti sul contenimento del consumo di suolo e sulla tutela del territorio”.

“La seduta del Consiglio Comunale dedicata alla approvazione della variante ZAUNI nell’area del Laghetto di Teodorico ha mostrato tutte le difficoltà politiche della Giunta Sisti e della maggioranza di centrosinistra.
Durante il dibattito abbiamo assistito a una serie di argomentazioni tra loro contraddittorie che hanno finito per evidenziare quanto sia fragile l’impianto politico a sostegno di questa operazione urbanistica.
Abbiamo sentito invocare un presunto “senso di giustizia” nei confronti del proprietario che attende da anni una risposta. Abbiamo sentito parlare di “senso del dovere” dell’Amministrazione nel fornire una risposta, lasciando intendere che tale risposta dovesse necessariamente essere positiva per evitare possibili ricorsi e contenziosi.
Ma il compito di un Consiglio Comunale non è quello di garantire esiti favorevoli ai privati. Il compito della politica è valutare quale sia l’interesse pubblico prevalente e assumersi la responsabilità delle proprie scelte.
Non meno sorprendente è stato il “richiamo alla coerenza” da parte di chi ha sostenuto che, in fondo, la variante sarebbe accettabile perché consentirebbe di costruire meno di quanto originariamente richiesto. Come se la riduzione delle volumetrie fosse di per sé una giustificazione sufficiente per approvare una trasformazione urbanistica in un’area che continua a presentare rilevanti valori paesaggistici, ambientali e storici da tutelare.
Eppure proprio il cosiddetto “campo largo”, che oggi sostiene questa operazione, aveva fatto del principio del consumo di suolo zero uno dei punti qualificanti del proprio programma elettorale. Un principio che oggi viene clamorosamente smentito dai fatti.
Non a caso, coerentemente con quell’impostazione, Ora Spoleto e il Movimento 5 Stelle hanno espresso la propria contrarietà alla variante. Al contrario, il Partito Democratico, ad eccezione del consigliere Calabresi, insieme ai Civici Umbri e al sindaco Sisti, ha scelto di ignorare quelle stesse promesse e quegli stessi impegni che avevano caratterizzato la campagna elettorale.
Ancora più sorprendente appare la posizione di Insieme per Spoleto, che continua a sostenere una scelta urbanistica sempre più difficile da giustificare sul piano politico e programmatico, contribuendo di fatto a sorreggere una decisione che divide la stessa maggioranza e che appare in aperta contraddizione con gli obiettivi di tutela del territorio più volte proclamati.
Ancora più singolare è stata la motivazione utilizzata per giustificare il rinvio della discussione: non ci sarebbe stato il tempo necessario per approfondire adeguatamente la pratica.
Una spiegazione che appare poco convincente.
La documentazione è nota da tempo, l’argomento è oggetto di confronto da mesi e la maggioranza governa questa città da anni. È difficile credere che il problema fosse realmente la mancanza di tempo.
La sensazione emersa durante la seduta è piuttosto un’altra: che la maggioranza non disponesse della necessaria compattezza per portare a casa il provvedimento.
Non è un caso che, dopo oltre un’ora di sospensione dei lavori e dopo un lungo confronto interno alla maggioranza, sia stata avanzata dal consigliere Piccioni la richiesta di rinvio della discussione. Una scelta che appare più come un tentativo di prendere tempo e ricomporre equilibri politici interni ed esterni che come una decisione dettata dall’interesse pubblico.
Il risultato è stato uno spettacolo poco edificante per il Consiglio Comunale e per la città.
La vicenda del Laghetto di Teodorico meriterebbe chiarezza, trasparenza e coraggio politico. Meriterebbe una discussione fondata sul valore del territorio, sulla tutela del paesaggio e sulla necessità di limitare il consumo di suolo, non giustificazioni improvvisate e argomentazioni che cambiano a seconda delle convenienze del momento.
<span;>Per quanto ci riguarda, continuiamo a ritenere che il valore paesaggistico, ambientale e storico dell’area debba prevalere su ogni ipotesi di ulteriore edificazione e che il futuro del Laghetto di Teodorico debba essere discusso alla luce dell’interesse generale della comunità, non delle difficoltà politiche della maggioranza. Su questo continueremo a vigilare e a batterci con determinazione.”

Alessandra Dottarelli
Gianmarco Profili