A 77 anni corre maratone e zittisce tutti: “Il riposo? Solo per gli invidiosi” — La storia incredibile di Silvio Fiorani

Terzo appuntamento con le interviste del mercoledì di Due Mondi News dedicate ai runners del territorio. Dopo essere entrati in casa della 2S Atletica Spoleto per scoprire la “storia infinita” di Paolo Gianfelici e aver incontrato l’anima Spartan di Giulio Nulli della Mud&Glory Academy, questa settimana bussiamo alle porte dell’Atletica Winner Foligno. Il protagonista è Silvio Fiorani, 77 anni, spoletino doc, medico in pensione e runner instancabile. Una storia che profuma di determinazione, disciplina e passione autentica.

Silvio, perché hai iniziato a correre?

Ho iniziato a correre per motivi di salute, perché avevo il colesterolo alto. Il mio dottore, il dottor Cocca, mi diceva: ‘Silvio, per far calare i grassi nel sangue l’unica cosa è l’attività sportiva’. E io ho incominciato a correre. Era il 1985. Correvo così, per conto mio, senza una meta, senza obiettivi.

Poi, prima della pandemia COVID, Piergiorgio Conti aveva radunato un po’ di persone creando una squadra: ci allenavamo due volte a settimana e il sabato ci ritrovavamo con Stefania Baroni che ci dava indicazioni tecniche. Questo è durato fino al periodo COVID.

Un giorno, mentre correvo verso Monteluco, ho incontrato dei ragazzi di Foligno che mi hanno detto: ‘Perché non vieni alla Winner Foligno?’. Ho preso contatti e ho trovato una società meravigliosa: dirigenti simpaticissimi, ragazzi allegri, Laura Marcantoni, la mia Lauretta, sempre disponibile e gentile, mi ha soprannominato ‘la roccia’, perché non cedo difronte a qualsiasi difficoltà e vado sempre avanti portando nel cuore la Winner.

Ho iniziato l’attività agonistica nel 2021, a 72 anni, con la mia prima gara, la mezza maratona di Foligno. Da allora ho collezionato 47 medaglie: 7 maratone e tante gare tra mezze, 10 km e 5 km.

Adesso sto partecipando al Gran Prix Umbria FIDAL, al Criterium Tuscia di Viterbo e al circuito delle 5 maratone dell’Emilia-Romagna: Rimini, Bologna, Ravenna, Parma e Reggio Emilia. Rimini l’ho già fatta, Parma sarà a ottobre e Reggio Emilia a dicembre. L’anno prossimo completerò Bologna e Ravenna per ottenere il medaglione finale.

A Rimini sono arrivato quinto assoluto nella mia categoria, over 75. I primi quattro hanno chiuso tra le 4 ore e le 4 ore e 35. Il mio miglior tempo è 4 ore e 40 a Firenze, ma in tutte e 7 le maratone sono stato costante, tra 4 ore e 40 e 4 ore e 58.”

Sei un medico in pensione: quali sono i benefici della corsa anche dal punto di vista medico?

“Parlando da medico, posso dire che la corsa fa bene sia alla mente che al corpo. Aiuta a ridurre i grassi, rinforza il cuore e le articolazioni. Però bisogna sempre fare tutto con moderazione, soprattutto alla nostra età.

È fondamentale sottoporsi ad accertamenti clinici, esami del sangue e ottenere il certificato agonistico da un medico dello sport, perché il cuore deve rispondere bene allo sforzo.

Correre sì, ma con criterio, tenendo conto anche delle condizioni atmosferiche: d’estate, ad esempio, se fa troppo caldo bisogna ridurre l’intensità. Io oggi ho 77 anni, ma continuo a correre e mi difendo bene.”

Qual è la tua gara del cuore?

La maratona di Roma è stata quella che mi ha emozionato di più, perché era la prima.

Le gare più sofferte ma anche più soddisfacenti sono state due: Bologna, dove ho chiuso in 4 ore e 52 arrivando secondo di categoria, e Firenze, dove ho fatto 4 ore e 40, la mia miglior prestazione.”

Qual è la lezione più importante che la corsa ti ha insegnato?

A controllare i propri limiti. Ognuno deve conoscere il proprio limite. Non si può sfidare la natura o sé stessi.

Si corre per stare bene. Poi, se arrivano i risultati, tanto meglio. Può capitare una giornata no, anche due, ma l’importante è non esagerare. Il troppo stroppia: si rischia di farsi male e restare fermi a lungo.”

77 anni, nonno, pensionato: cosa rispondi a chi ti dice che alla tua età dovresti stare a riposo?

“Invidiosi. Io non sto a riposo. Corro perché mi sento bene, corro per liberarmi dalle preoccupazioni. E quando vedo l’arco dell’arrivo è come una droga: le gambe vanno da sole.”

Una testimonianza potente, autentica, che ribalta ogni stereotipo sull’età e sullo sport. Silvio Fiorani non corre solo per sé stesso, ma per dimostrare che passione e disciplina non hanno scadenza.

Appuntamento a mercoledì prossimo con una nuova storia tutta da… correre.