8 Marzo e pandemia: riflessioni del Partito Democratico di Spoleto in occasione della Giornata Internazionale della Donna

  • Letto 751
  • Il comunicato stampa 

    Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

    Il Partito Democratico di Spoleto saluta la ricorrenza della ‘Giornata internazionale della Donna’ ponendo al centro della discussione problematiche che erano già presenti prima ma che sono state amplificate dalla pandemia.
     
    Porta la data dell’8 marzo 2020 il Dpcm con il quale iniziò in Lombardia il lockdown che, due giorni dopo, fu esteso in tutta Italia per contenere il Covid19. Abbracciando #iorestoacasa abbiamo cantato dai balconi, cucinato le ricette della nonna, fatto rinverdire giardini e orti, riparato, pulito, riassettato cassetti e dispense. “Insieme ce la faremo” era lo slogan preferito.
     
    Quei mesi sono stati vissuti come un momento difficile ma di breve durata. L’estate ha rinforzato quell’ottimismo. Poi è arrivato settembre con la seconda ondata.
     
    L’8 marzo 2021 ci trova tragicamente alle prese con un nuovo Dpcm, determinato dalla terza ondata della pandemia, caratterizzata da varianti dai diversi nomi, ma dallo stesso terribile esito: morti, rianimazioni al collasso, vaccini che stentano ad essere somministrati in maniera da raggiungere quell’immunità di gregge indispensabile per uscire dall’emergenza sanitaria. Purtroppo l’Umbria si è distinta per disorganizzazione e gravi carenze da parte della Regione che aveva il dovere di prevenire e non cullarsi sulla sostanziale “resistenza” alla prima ondata.
     
    L’Istat fuga ogni dubbio sul fatto che la pandemia abbia acuito le disuguaglianze sociali. Dall’autunno a dicembre scorsi si sono persi oltre 100mila posti di lavoro, di questi 99mila sono donne che la pandemia ha reso disoccupate o inattive. Se si guarda a tutto il 2020, dei 444mila occupati in meno nel nostro Paese, il 70% sono donne. Quelli che erano numeri già gravi in Italia prima dell’emergenza sanitaria, stanno esplodendo con l’impoverimento di interi nuclei familiari ai quali viene a mancare quello che comunemente definiamo il “secondo stipendio”.
     
    Anche quando non si è perso il posto di lavoro, le donne stanno subendo il carico più pesante del lockdown con gli impegni domestici, quelli scolastici dei figli in didattica a distanza sommati al lavoro in smart working.
     
    Disuguaglianze sociali, di genere, di razza, diritto alla casa, al lavoro, accesso alle cure e all’istruzione con la pandemia rischiano di divergere in maniera allarmante.
     
     
    Ancor più allarmante è il fenomeno della violenza tra le mura domestiche di cui le donne e i loro figli sono vittime troppo spesso inascoltati. L’isolamento, la forzata convivenza stanno allungando la scia dei femminicidi.
     
    Dall’inizio dell’anno al 23 febbraio sono state tredici le donne assassinate da chi diceva di amarle.
     
    Celebrare la Giornata della Donna diventa quindi un momento di riflessione su temi che coinvolgono l’intera società ai quali dobbiamo cercare di dare risposte concrete. Se al primo punto c’è l’uscita dal tunnel dell’emergenza sanitaria, subito dopo occorre recuperare posti di lavoro e garantire alle donne pari dignità sia in termini occupazionali che retributivi. Ciò richiede investimenti nel welfare, in asili nido, sostegno all’infanzia e all’adolescenza con strutture extrascolastiche culturali, sportive e sociali a basso costo.
     
    L’altro capitolo riguarda la triste pagina sulla violenza che non basta arginare con leggi o con messaggi culturali. Per formare una nuova mentalità occorre tempo. C’è invece l’urgenza di assegnare cospicui finanziamenti alle strutture di accoglienza e alla formazione di personale specializzato per sostenere le donne vittime di violenza e i loro figli.
     
    Il Partito Democratico di Spoleto, infine, invita tutti a partecipare alle iniziative organizzate per celebrare l’8 marzo. In particolare segnaliamo alle 10.30 l’iniziativa online www.liceospoleto.edu.it a cura del Centro Culturale Città Nuova in collaborazione con l’Istituto Superiore “Sansi-Leonardi-Volta” alla quale interverranno Marina Antonini dell’Associazione “Donne contro la guerra” che parlerà degli “Stereotipi di Genere”, Anna Parmegiani su “I dati sulla violenza di genere” e Isabella Caporaletti di “Città Nuova” su “Donne e Lavoro”. 
     
    Incontri che non dovrebbero tenersi solo l’8 marzo ma tutti i giorni dell’anno perché, finalmente, della questione femminile non si parli e basta ma si inizi ad agire. E la pandemia potrebbe essere l’occasione per non rischiare di tornare ‘ai tempi di prima’. Questo è il nostro augurio in occasione dell’8 marzo del 2021.

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    Aurelio Fabiani 2021-11-27 21:17:30
    È il mercato che tanto amate. Acquisto, vendo, elimino un competitore, mi prendo la sua fetta di mercato. Un po'.....
    Mimmo 2021-11-25 11:32:36
    Grazie mille per il pensiero Mimmo Parrucchieri
    carlo neri 2021-11-23 14:01:38
    C'era da aspettarselo. Con Luigina Renzi che va ad accogliere i clandestini a Lampedusa, è il minimo. Aspettiamoci il peggio.
    Kate Telford 2021-11-06 19:11:26
    Hello Stefano, Don't know if you will recieve this, it's been a very, very long time. I am Kate Telford.....
    Alessio 2021-11-01 22:08:50
    Ha fatto la parte dell'obbligo suo.