Riceviamo e pubblichiamo integralmente:
A Perugia è risultata “neutra” la seduta del Comitato Regionale Percorso Nascita, che non ha emesso parere sulla riattivazione del “sospeso” Punto Nascita-Pediatria di Spoleto, sottolineiamo soltanto “sospeso”, nell’ottobre 2020, rimandando tutto alla decisionalità politica della Presidente della Regione Proietti. La cosa non ci sorprende. Il Comitato Regionale Percorso Nascita ha detto alla Proietti semplicemente quello che noi Comitati abbiamo sempre affermato: che la riattivazione Materno-Infantile a Spoleto non è problema tecnico o di “deroghe” (Spoleto prima della “covidizzazione”, ha fatto 498 e 505 parti l’anno), perché su questo piano ci sono tutte le condizioni tecnico-socio-orografiche per la riapertura immediata, riconducendovi il personale che vi era addetto e che è stato trasferito; ma questione esclusivamente politica. L’Amministrazione Proietti, che ne ha preso impegno nel suo programma di coalizione elettorale, deve riaprire immediatamente l’area Materno-Infantile a Spoleto con proprio primario e personale, perché è grottesco che sia l’unico Ospedale DEA delle principali città dell’Umbria ad esserne privato, con gravi pericoli e sofferenze delle famiglie, pur essendo il “centro” del cratere sismico e più soggetto alle emergenze. Come è suo dovere attivare i fondamentali reparti chirurgico, medico, traumatologico, cardiologico, non certo solo riabilitativo. Poi si potranno concordare – e noi rappresentanti della popolazione ci saremo – le auspicate “integrazioni” di ogni specialità con Terni, con Foligno e con ogni altro nosocomio per i quali abbiamo solidale rispetto. E’ quello che abbiamo cercato di dire nello sbrigativo colloquio concessoci dalla Presidente Proietti, la quale ha remore perfino a revocare le delibere sul “terzo polo”, affermando che risulteranno superate dal PSR ed allo stesso tempo si è limitata a scaricare tutto sul DG della ASL 2 dr. Noto, il quale ovviamente è solo esecutore delle direttive politiche e non prevede niente per più reparti e posti letto a Spoleto; in pratica si fa sotto Proietti quello che si faceva sotto Tesei. Se questi sono i fatti, è inutile che i partiti spoletini insistano nelle loro contraddizioni paesane, si tratta solo di fare fronte comune Spoleto-Valnerina con noi Comitati per pretendere che l’Ospedale di Spoleto sia riallineato alle stesse potenzialità delle altre “realtà comprensoriali” Città di Castello, Foligno, Branca, Orvieto, DEA di I livello per acuti e non relegato a succursale per residuali attività programmate. Le forze politiche locali farebbero meglio a manifestare compatte su questo insieme a noi, prima che il PSR e i PAL della USL degradino al nulla l’Emergenza-Urgenza sanitaria di questo territorio.
I Comitati Pro Ospedale San Matteo di Spoleto







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