Antonio_Meucci

Lettera aperta al Consiglio Direttivo del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto “A.Belli” dove sono rappresentati ai massimi livelli la Regione dell’Umbria e il Comune di Spoleto

  • Letto 364
  • Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

    Fummo definiti da La Repubblica “i precari del belcanto” nell’intervista della primavera 2011 quando lottammo contro il Ministro Tremonti che aveva previsto un bel taglio del 50% dei contributi per lo Spettacolo. Solo grazie al M° Riccardo Muti, che si appellò al Presidente della Repubblica al Teatro dell’Opera, i tagli rientrarono (vedi link https://www.youtube.com/watch?v=the9_fs1Za0, da ascoltare interamente).

    Sono passati quasi 8 anni e comunque noi siamo sempre precari.

    La presidenza e la direzione del teatro lirico sperimentale di Spoleto ci hanno rappresentato la difficile situazione che rischia di compromettere il posto di lavoro, seppur precario, di tante persone, e di affossare l’Istituzione stessa, operante ormai da oltre settant’anni nella nostra regione, con risultati osiamo dire eccellenti sotto il profilo della continuità di una delle realtà della nostra nazione più apprezzate nel mondo, l’opera lirica.

    Mantenendoci sul generale, emerge chiaramente come le nostre istituzioni locali e regionali non conoscano veramente appieno il valore di questa istituzione.  Troppe volte i nostri amministratori si appropriano di meriti che non hanno, facendo autopromozione di facciata, snocciolando nomi del panorama cinematografico, musicale, e soprattutto di manifestazioni a livello internazionale nati o appartenenti alla regione!

    Abbiamo però spesso constatato come si dimentichino del ruolo chiave che ha ed ha avuto il Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto, e la riprova è la mortificazione che ogni anno ci vede costretti a vivere con preoccupazione il nostro futuro. Ricordiamo agli organi regionali che il teatro lirico sperimentale ha avviato alla carriera cantanti di grido mondiale, assolute stelle del firmamento internazionale.

    E questo dimostra la bontà del lavoro svolto in oltre 70 anni, non è nemmeno il caso che si facciano i nomi, basta andare a leggere l’albo d’oro dei vincitori del concorso che ha visto i propri natali nella cittadina umbra.

    Noi maestranze ci abbiamo sempre messo tanto del nostro, accettando anche di buon grado questo ruolo di precariato che onestamente da troppo tempo incombe sulla nostra vita, accogliendo i compensi sempre al ribasso, proprio per l’amore che abbiamo verso questa meravigliosa realtà!

    E ci abbiamo messo del nostro anche cercando di favorire figure professionali provenienti dall’Umbria, proprio perché sentiamo nostro questo lavoro, questo teatro, questa realtà!

    Noi siamo reduci da tanti incontri con esponenti politici umbri, parlamentari, e membri delle istituzioni, siamo stati presenti a manifestazioni sindacali, abbiamo fatto sit-in di protesta, abbiamo sempre ricevuto incoraggiamento, solidarietà, promesse.

    E’ il tempo che le promesse si tramutino in realtà! Quando si interloquisce a questi livelli lo facciamo con le istituzioni, con organismi democraticamente costituiti, e non certo con le persone che li rappresentano. Per cui, se uno dei rappresentanti si spende, promette, mostra interesse alla risoluzione, è l’istituzione che rappresentano che si spende, non certo le singole persone alle quali possiamo stare più o meno simpatici!

    Bisogna credere nella cultura! Perché non osservate cosa accade nei paesi del Nord Europa, della MittleEuropa, nei paesi dell’est rispetto alla cultura? Perché dovunque il Teatro Lirico porta i propri spettacoli, a livello europeo ed internazionale, riscuote sempre unanimi e calorosissimi consensi? Perché forse ci divertiamo? Perché è un gioco? Sapete le montagne di ore di studio, prove, nottate intere a provare, a volte anche senza mangiare, con la preoccupazione di percorrere le strade che ci portano a Spoleto, oggi davvero in pessimo stato, pericolosissime.

    Dobbiamo da una parte sollecitare anche il Consiglio di Amministrazione del Teatro Lirico (che in seno ha i rappresentanti, e ai più alti livelli, della Regione dell’Umbria e del Comune di Spoleto) a sposare scelte più incisive, difendere il Teatro, i Cantanti, le masse (coro ed orchestra) e naturalmente tutti coloro che gravitano intorno ad uno spettacolo, in primis tutti gli amministrativi che lavorano per il Teatro, i tecnici, sarte, i direttori, i registi. Non si può più vivere con la spada di Damocle che puntualmente tutti gli anni riduce i nostri spazi e il nostro lavoro, che, lo ripeto, non è un gioco.

    Gli Enti pubblici locali e territoriali, se non hanno le risorse, almeno si spendano per reperirle, nelle sedi competenti (Banca Popolare di Spoleto euro 3 mila di sostegno annuo? Una vergogna senza precedenti…..). Non si più essere sempre trattati di serie C, e poi fare gli splendidi in caso di successi.

    Invece noi desideriamo che adeguiate i contributi così come elargiti ad altre realtà regionali o a quelli di altre regioni, rispetto ovviamente al contributo statale. Noi siamo a conoscenza dei tantissimi denari che certe realtà riescono ad ottenere peraltro con progetti faraonici. Sappiamo di individualità che vengono remunerati con cifre pazzesche.

    Noi riteniamo di essere alla stessa altezza, abbiamo lo stesso lignaggio.

    Perché non prendete in considerazione di creare un Teatro Stabile per la Lirica, come quello dell’Umbria per la Prosa? Per noi sarebbe importante, con la possibilità di inserire giovani della nostra regione. Elaborate nuove strategie, siete voi che dovete proporle, siete voi che dovete difendere il nostro lavoro proponendo soluzioni, non dobbiamo essere noi. Dovete svegliarvi, agire, operare, fatevi vedere che ci siete

    Noi operiamo nella lirica, ma spero che siate edotti che il nostro lavoro corrobora anche l’Ambiente, il Turismo, la Cultura

    Chiediamo naturalmente più garanzie sindacali, siamo lavoratori come tutti gli altri, bisogna che ci garantiate la stagionalità, che ricordiamo una volta era più articolata e ora va riducendosi. Noi vogliamo difendere il nostro futuro.

    Desideriamo una cortese risposta e desideriamo essere cortesemente convocati e sapere le motivazioni per cui ogni anno il Teatro (e quindi noi) viene così penalizzato.

    In rappresentanza degli stagionali di Coro, Orchestra, Macchinisti, elettricisti, sarte teatrali del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto “A. Belli”

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    Ma PRENDEREMO il 35% dello stipendio
    Simo 2018-09-13 13:56:43
    Vorrei puntualizzare che non prendiamo uno stipendio con la decurtazione del 35% ma per faremo il 35% dello stipendio....la cosa.....
    Francesco 2018-08-21 16:01:53
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